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Cosa rimane dopo la fine   La storia di Marco Vannini, l’angelo biondo  Quando sparare per uccidere o non soccorrere dopo aver sparato per errore portano allo stesso risultato, cioè alla morte, la giustizia non deve fare sconti. Perché se è vero che l’omicidio non è stato pianificato prima, allora è stato pianificato dopo, lasciando aggravare la ferita della vittima. Per questo lo scorso 30 settembre Antonio Ciontoli, militare di carriera e addetto alla sicurezza nei servizi segreti, è stato condannando dalla Corte d’Assise, nell’ambito del processo d’appello bis, a 14 anni di reclusione per il reato di omicidio volontario con dolo eventuale e a 9 anni e 4 mesi la moglie Maria Pezzillo e i figli Martina e Federico con l’accusa di concorso nel reato per l’omicidio di Marco Vannini, deceduto dopo un colpo d’arma da fuoco sparato da Antonio Ciontoli nella villetta di Ladispoli la notte tra il 17 e il 18 maggio 2015. È di questo che si tratta, di omicidio volontario. Indipendente...