La vana illusione Una storia autentica come solo la verità sa essere Pietro Barozzi è un cinico di professione, nella vita funzionario senior per una società di recupero crediti. È come una macchina di Turing, capace di sputare sequenze su un nastro infinito. Fino a quando non ci sbatte il cuore su quel nastro, carburato a piccoli sorsi d’alcool con cui prova a sciogliere la complessità di quel marchingegno, cucito addosso come i suoi abiti impeccabili, un’architettura ingegnosa, un mostro più vorace della logica. Si comincia bambini, pronti a tuffarsi nell’adolescenza con la smania di diventare ragazzi, e non ricordi più quale sia stato il preciso momento in cui le legnate che hai preso ti trasformano in una persona capace di chiedere il conto anche a chi non ha nemmeno una lacrima per piangere. E Pietro ci riesce, gli piace, ci gode a punire i furbetti, quelli che si lasciano corrompere dalla vanità, sostanza divina, incantatrice di serpenti. La macchina, i viaggi, il te...
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