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Dove qualcosa manca

Un esordio destinato a lasciare il segno


Per comprendere il presente è necessario conoscere il passato. Questo principio lo enunciava già Tucidide circa 2400 anni fa. La distanza temporale che ci separa dallo storico ateniese, però, non deve farci cadere nella tentazione di maneggiare le sue parole come puro esercizio retorico, soprattutto quando parliamo di guerra e dei suoi postumi, soprattutto oggi, tempo in cui la convinzione della fine della storia, identificata nella caduta del Muro di Berlino prima e nella disintegrazione dell’Unione Sovietica poi, risulta più che mai illusoria. 
Allora vale la pena fare un passo indietro, respirare l’aria di quel primo ventennio del secondo dopoguerra italiano, passare dal generale al particolare e immergersi in una storia di uomini e donne, forse modellate con l’ingegno dell’immaginazione o forse realmente esistite. Di certo sappiamo l’epoca, anzi le epoche: il 1944 e il 1958. E le radici: un paese veneto. È qui, al centro di queste coordinate animate da frammenti di vita, che la storia di Francesca Zanette ha inizio. 
È il 1958. Pietro e Caterina gestiscono un emporio in un paesino delle Prealpi venete, ex baluardo della Resistenza antifascista. Le loro giornate trascorrono serene tra la cura del figlio Gianni e la quotidianità del lavoro in bottega, dove una pluralità di voci si accavallano sulle nuove realtà partitiche italiane e le promesse di un benessere prossimo al boom economico. 

 


Un piovoso giorno di aprile, mentre Caterina e la sua amica Enza sono alle prese con stoffe, aghi e fili, nell’emporio irrompe il passato: Matthias Rubl, ex tenente della Wehrmacht.

 


Il ritorno di Matthias sarà per Caterina come un colpo inferto al corpo instabile dei ricordi; alla staffetta partigiana che cavalcava le speranze della Resistenza; ai traumi, magmatici e indelebili, di un tempo febbrile e spietato.




Il passato, prepotente e ingombrante, carne ancora viva e sanguinolenta, risveglierà, in un paese non ancora disposto a perdonare, pregiudizi, tradimenti, rancori, sospetti, segreti mai confessati. Saranno proprio questi segreti a innescare nella vita dei personaggi una catena di eventi inattesi. 
Con una scrittura precisa, autentica, poetica, Francesca Zanette, brand designer e fotografa, ci consegna la sua opera letteraria di esordio “Dove qualcosa manca”, pubblicata dalla casa editrice Readerforblind nella collana I Superflui. 
A partire da una attenta ricostruzione storica degli anni della Resistenza, prende vita una storia antieroica e attuale in cui tanto i protagonisti quanto le figure secondarie si muovono con una umanità pulsante e una sapiente tridimensionalità. 
È una narrazione appassionante e coinvolgente, ricca di incursioni dialettali pennellate su un linguaggio raffinato e ricercato. La trama, dinamica e ben congeniata, si alterna tra il presente, il 1958, e il 1944, l’anno in cui tutto accadde, all’interno di una cornice culturale marcatamente patriarcale dove alle donne è richiesto di pagare il prezzo più alto e agli uomini di comportarsi da uomini. 


Il LIBRO “Dove qualcosa manca” di Francesca Zanette (Readerforblind, 2022, pp. 234, euro 17,00) 


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