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La gioia fa parecchio rumore   Il nuovo libro di Sandro Bonvissuto, una grande storia sulla famiglia italiana  “La vita non inizia quando uno nasce, la vita inizia nel momento in cui si comincia ad amare”. Quando un libro esordisce così le cose sono due: o hai il buon senso di chiuderlo al volo e tirarlo in testa al tuo libraio oppure ti fai fregare, e allora la forza dei ricordi ti costringe a contare i cadaveri delle zanzare sui muri, mentre le pagine rotolano sulla tua infanzia. Perché questo libro è un viaggio di sola andata che attraversa un’epoca memorabile, una squadra capace di infliggerti i dolori più spietati e il giorno in cui hai smesso di essere bambino.  Sandro Bonvissuto scava ad arte nella memoria per risalire a quel crocevia, raschiandolo fino in fondo, entrando a gamba tesa con la potenza delle parole e raccontando di una passione capace di colmare distanze inaudite fino a sublimarsi in una bandiera. E tanto la famiglia è imprescindibile per l’amore che ...
Cosa rimane dopo la fine   La storia di Marco Vannini, l’angelo biondo  Quando sparare per uccidere o non soccorrere dopo aver sparato per errore portano allo stesso risultato, cioè alla morte, la giustizia non deve fare sconti. Perché se è vero che l’omicidio non è stato pianificato prima, allora è stato pianificato dopo, lasciando aggravare la ferita della vittima. Per questo lo scorso 30 settembre Antonio Ciontoli, militare di carriera e addetto alla sicurezza nei servizi segreti, è stato condannando dalla Corte d’Assise, nell’ambito del processo d’appello bis, a 14 anni di reclusione per il reato di omicidio volontario con dolo eventuale e a 9 anni e 4 mesi la moglie Maria Pezzillo e i figli Martina e Federico con l’accusa di concorso nel reato per l’omicidio di Marco Vannini, deceduto dopo un colpo d’arma da fuoco sparato da Antonio Ciontoli nella villetta di Ladispoli la notte tra il 17 e il 18 maggio 2015. È di questo che si tratta, di omicidio volontario. Indipendente...
  La storia di un fuorilegge La battaglia di Mimmo Lucano, il fondatore del Modello Riace insignito del premio per la Pace e i Diritti umani di Berna Quale valore possiamo dare alla parola democrazia alla luce di ciò che è accaduto a Riace? E che peso ha la storia sulle coscienze di chi ci governa? L’esperienza storico-politica del nostro paese per poter fungere da volano a un governo che intenda sfuggire al puro esercizio retorico degli “anti” razzismi e delle “contro” discriminazioni deve saper cogliere nel passato le sue debolezze e i suoi vizi. Per poter offrire ai propri cittadini la garanzia di una buona pratica democratica, inclusiva e con una visione che faccia dello scacchiere geopolitico uno specchio in cui riflettere la ricchezza della sua diversità, è indispensabile compiere un passo verso il riconoscimento universale della naturale tensione di ogni essere umano a vivere una vita migliore. L’indisponibilità di un governo a compiere questo passo porta inevitabilmente al...
Il ritorno dell'Arminuta Le due sorelle di Donatella Di Pietrantonio tornano a emozionarci in una nuova appassionante storia Il nuovo romanzo di Donatella Di Pietrantonio viaggia sulle rive di una comunità di pescatori, Borgo sud, dove l’Arminuta e Adriana, ormai adulte, tornano a mostrarci gli esiti psicologici di un’infanzia di speranze, solitudini, tradimenti, fughe, ritorni e attese. Quella dell’Arminuta, la tredicenne restituita in modo traumatico alla famiglia naturale, e quella di Adriana, la bambina che vede irrompere nella sua esistenza, precaria e umile, questa sorella sconosciuta vissuta in un mondo agiato e spensierato. Due mondi che tornano a intrecciarsi. L’Arminuta ora è una donna emancipata da quell’universo di povertà in cui ha vissuto la sua adolescenza grazie allo studio e a un uomo appartenente a una famiglia alto borghese. Adriana, invece, la ritroviamo con un figlio e una relazione burrascosa inserita in un quartiere marino di Pescara. Un paese nella città in ...
“Il colore giallo paglierino è inconfondibile, minuscoli puntini marroni corrono lungo tutta la superficie. La pelle è avvizzita, un’ammaccatura più scura segnala il tempo che passa, mentre il picciolo è completamente secco. La mela è ferma lì, da chissà quanto tempo, nascosta nel cassetto della frutta e della verdura. Accanto un paio di carote, anche loro raggrinzite, sono le ultime rimaste nel vassoio di plastica che le conteneva. Per il resto il cestello è vuoto. Nei ripiani sopra al frigo, alcuni vasetti contengono marmellate con una patina di muffa, un tubetto spremuto di maionese, una bottiglia di plastica con un residuo d’acqua. L’avanzo della cena della sera prima, acquistata con un clic sul telefono, è ancora nella sua confezione, lasciato in frigo con l’idea ottimistica - e quasi mai reale - che possa essere consumato il giorno dopo.” Questo brano ha tutte le carte in regola per essere l’incipit di un romanzo. E per certi versi lo è. Perché è la storia di ognuno di noi e dell...