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La gioia fa parecchio rumore

 

Il nuovo libro di Sandro Bonvissuto, una grande storia sulla famiglia italiana 


“La vita non inizia quando uno nasce, la vita inizia nel momento in cui si comincia ad amare”. Quando un libro esordisce così le cose sono due: o hai il buon senso di chiuderlo al volo e tirarlo in testa al tuo libraio oppure ti fai fregare, e allora la forza dei ricordi ti costringe a contare i cadaveri delle zanzare sui muri, mentre le pagine rotolano sulla tua infanzia. Perché questo libro è un viaggio di sola andata che attraversa un’epoca memorabile, una squadra capace di infliggerti i dolori più spietati e il giorno in cui hai smesso di essere bambino. 




Sandro Bonvissuto scava ad arte nella memoria per risalire a quel crocevia, raschiandolo fino in fondo, entrando a gamba tesa con la potenza delle parole e raccontando di una passione capace di colmare distanze inaudite fino a sublimarsi in una bandiera. E tanto la famiglia è imprescindibile per l’amore che sarai in grado di provare, quanto lo stadio diventa lo spazio catartico in cui esercitarlo. È questo ciò che ti spetta in eredità nascendo in una famiglia dal sangue giallorosso, non solo corredi di lenzuola ma anche una fetta bella grossa di attitudine alla gioia e al dolore, dalla quale non potrai mai più separarti, specialmente se sei stato testimone bambino degli eventi tra il 1979 e 1981. È una questione che va oltre il tifare, è un laccio che tiene insieme il senso di condivisione di un sentimento e il radicamento in una città che non smette di vivere il suo passato nel presente. Essere romani e romanisti è un atto unico dell’esistenza, con tutte le sue contraddizioni e i suoi eccessi, il modo di abbracciarsi quasi violento perché più stringi e più ami. 




Sandro Bonvissuto, che ha vissuto il momento peggiore della Roma e quello della svolta fino alle vette della classifica, questa stretta te la fa sentire tutta, fino a toglierti il fiato. Il suo libro è un abbraccio che ti accompagna nei giorni della sua infanzia, in cui la Roma rimaneva confinata nella colonna di destra dello schermo del televisore, tra le squadre a rischio serie B, il calcioscommesse, la Coppa Italia fino all’arrivo dell’esotico brasiliano, e ci racconta come far parte di quel prima e di quel dopo possa segnarti per sempre. Ma è soprattutto la storia di una cultura popolare che ci ha insegnato a stare insieme travasandoci in silenzio uno nell’altro, a vivere del niente come fosse tutto, il sacrificio come elogio alla speranza. Per questo quando il mio libraio di fiducia mi ha messo il libro di quest’uomo tra le mani e mi sono avventurata tra le pagine di La gioia fa parecchio rumore i ricordi hanno cominciato a galoppare e ho pensato a come un certo tipo di scrittura, schietta, onesta e insieme poetica, possa far riscoprire il senso di un passato talmente presente da far rumore, come la gioia di una domenica di campionato quando ti porti a casa una vittoria. Se si pensa di avere tra le mani una storia sul calcio è un errore, questo libro è un inno all’amore, alla famiglia, alla bellezza. “Ecco cos’è il calcio: certi giorni è come la guerra quando è fatta come si dovrebbe fare la guerra: i migliori dei vostri contro i migliori dei nostri. Tanti contro tanti, un certo numero. E il popolo che sta intorno e canta. E poi alla fine chi vince ha vinto.” 


Il LIBRO “La gioia fa parecchio rumore” di Sandro Bonvissuto (Einaudi, 2020, pp. 200, euro 18,50)


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